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bertolotti de pirro

Da Il Fatto Quotidiano, 19 maggio 2010
  
Quando l’incartamento, firmato dai rappresentanti dell’Immobiliare Idra, è arrivato a Cagliari negli uffici della commissione regionale per il paesaggio, tra i funzionari c’è chi si è lasciato sfuggire una battuta feroce “Silvio Berlusconi sta per allargare di nuovo la famiglia”. Del resto, nelle orecchie dei tecnici, riecheggiavano ancora le parole del premier che, il 7 marzo del 2009, in occasione della presentazione del Piano Casa, aveva rassicurato tutti dal pericolo di abusi edilizi. E aveva fatto un esempio preciso: “Il piano? Significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla villa esistente”. A Villa la Certosa, la sontuosa residenza a suo tempo acquistata dal faccendiere Flavio Carboni, le cose vanno però in tutt’altro modo. E, secondo quanto risulta a Il Fatto Quotidiano, invece che delle nuove stanze si stanno per costruire dei tokul. Dei bungalow in muratura evidentemente destinati ad ospitare non i nipotini, ma la numerosa corte del presidente del Consiglio.

Tutto merito della giunta presieduta da Ugo Cappellacci, figlio di uno dei commercialisti sardi di Berlusconi, che nell’ottobre dello scorso anno ha mandato a carte quarantotto le norme anti-cemento volute dal predecessore Renato Soru. E ha approvato un Piano Casa che permette anche alle residenze e alle abitazioni costruite entro 300 metri dal mare di allargare le cubature del 10 per cento. Certo, Cappelacci, oggi sotto inchiesta proprio con Carboni per l’affare dell’Eolico, sostiene che la sua idea non è un Piano casa vero e proprio. Lui lo ha ribattezzato “legge per il rilancio dell’edilizia”. Ma, comunque lo si voglia chiamare, per Berlusconi il risultato non cambia. I tokul, di disegno discutibile a detta di chi ha visto i progetti, non sorgeranno solo a due passi dal mare di Porto Rotondo, ma pure campeggeranno su terreni in teoria classificati come zona F, cioè in una area un tempo protetta dal piano paesaggistico. Non che il premier a questi particolari burocratici abbia mai dato troppo peso. Tra vulcani finti, dependance e menhir, Villa La Certosa è ormai una sorta di lussuoso luna park, spesso rallegrato dalla presenza di avvenenti fanciulle.

Le possibilità che tutto venga bloccato, sono ridotte a lumicino. Lo scultore Pinuccio Sciola, che presiede la commissione del Paesaggio, probabilmente ci proverà. Ma una legge interpretativa passata poche settimane fa, ha creato una sorta di corsia accelerata per i progetti del tipo di quelli presentati dall’Immobiliare Idra. Adesso anche i privati possono inoltrare i loro fascicoli allo sportello Suap (sportello unico attività produttive). E il risultato è che chi fa domanda si può mettere quasi subito a costruire. Anche per questo gli investigatori del Corpo Forestale hanno avviato un’indagine conoscitiva per capire se davvero sulle coste sarde si sta per abbattere (Certosa a parte) una colata di cemento. Le prime risposte sono sconfortanti: una ventina di alberghi sono in pole position nella corsa a moltiplicare le stanze. E almeno nel loro caso non si può parlare di famiglie allargate, ma solo di mattoni, turisti e inquinamento.   
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Meno male che Silvio c'è - Le poesie di Carlo Cornaglia
Per l’euro si appropinqua la rovina,
la Grecia sta per far crollar la Ue,
la Merkel corre su una brutta china,
Nicolas Sarkozy è fuor di sé. 

Crolla l’Europa, crolleranno gli Usa
ed il Celeste Impero trionferà,
del capital la storia sembra chiusa,
quello di Marx non era un bla, bla, bla
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(leggi tutto)

Segnalazioni

Venerdì 21 maggio, ore 21,
Taneto di Gattatico (RE) - Peter Gomez partecipa alla presentazione del libro "Don Vito" di Francesco La Licata e Massimo Ciancimino. Intervengono Marco Lillo, Massimo Ciancimino, Sandro Ruotolo, Enrico Fierro e Giuseppe Arnone. C/o Sala Stazione, circolo Fuori Orario 

No al bavaglio - Roma, venerdì 21 maggio sit-in di protesta contro il DDl sulle intercettazioni: tutti imbavagliati davanti al Parlamento, piazza Montecitorio.

La libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.







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Vignetta di NatangeloLa tragicommedia di quest’uomo ridicolo, e al contempo pericoloso, che rischia di finire appeso non a un distributore di benzina, ma al suo pisello, è una formidabile cartina al tornasole per misurare la qualità degli uomini che hanno in mano la politica e l’informazione, cioè il Paese. Un paese dove nessuno fa più il suo mestiere. Un giornale, comicamente battezzato “Libero”, anziché fare le pulci al presidente del Consiglio, ne pubblica a puntate l’agiografia in apposite dispense da rilegare e intanto si dedica a demolire la povera Veronica, prima ritratta a seno nudo, poi sbattuta in prima pagina come fedifraga perché avrebbe “un compagno”. La lieve differenza è che il premier è un personaggio pubblico, mentre Veronica no, dunque ciò che fa lei è affar suo, mentre ciò che fa lui è affar nostro. Il fatto che la fonte dello “scoop” su Veronica sia l’onorevole Santanchè, appena rientrata all’ovile del Pdl dopo una stagione di sguaiate polemiche (“Silvio concepisce la donna solo in posizione orizzontale”, “io non gliela darei mai” e così via), aggiunge un tocco di eleganza e di disinteresse al tutto.

Altri giornalisti, Belpietro e Amadori di Panorama, entrano in contatto con un fotografo che offre foto del premier e della sua corte di nani e ballerine a Villa Certosa: essendo dipendenti del premier, i due non si limitano a scegliere se acquistarle o rifiutarle, ma optano per una terza soluzione: denunciano il fotoreporter all’avvocato Ghedini, che è anche parlamentare. E, siccome in quelle foto “non c’è nulla da nascondere”, Ghedini chiede alla Procura di Roma e al Garante della privacy di bloccarne la pubblicazione. Anche perché, oltre alle scenette lesbo di alcune squisite ospiti, ci sono pure le immagini del premier ceco Topolanek (non è un nome d’arte, si chiama proprio così) nudo come un verme tra cotante femmine: immagini che potrebbero sconsigliare altri capi di Stato e di governo dal frequentare ancora la dimora berlusconica. Ma, a questo punto, il meglio lo dà la Procura di Roma, che di sabato mattina, non avendo di meglio da fare (giustizia a orologeria?), incrimina il fotografo à la carte, lo fa perquisire, gli fa sequestrare tutto ciò che ha nei computer, con accuse che vanno dalla violazione dalla privacy (tutta da dimostrare, visto che le foto nessuno le ha viste) alla tentata truffa ai danni di Belpietro (come se trattare con un giornale per vendere foto fosse una truffa; e poi, dov’è la denuncia di Belpietro?).

Naturalmente Roma non è competente su fatti avvenuti a Olbia, sotto la giurisdizione della Procura di Tempio Pausania. Che però ha già chiesto l’archiviazione per lo stesso fotografo su fatti analoghi: le foto del festino a Villa Certosa di due anni fa, pubblicate da “Oggi”. Dunque, se si occupasse anche di questo caso, deciderebbe allo stesso modo. Un solo fatto, in questa tragicommedia, sarebbe competenza di Roma: l’uso di aerei di Stato per aviotrasportare Apicella, orchestrali e ballerine di flamenco dalla Capitale a Villa Certosa. Si chiamerebbe peculato, la prova è nelle foto sequestrate, ma non risultano indagini in tal senso. Ecco: alla fine della fiera, il delinquente è il fotografo.
(Vignetta di Natangelo)

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Segnalazioni


Foto sequestrate. D'Amati: violato l'interesse pubblico. Intervenga il Parlamento di Ottavio Olita (Articolo21.info)


Travaglio: "Verità o menzogna. Categorie irrinunciabili o moraliste?" - L'intervento di Marco Travaglio alla conferenza organizzata da MicroMega alla Fiera del Libro di Torino il 16 maggio 2009

Appello dei gruppi riuniti di facebook per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi

I video di Qui Milano Libera - Incontro con Sergio Cofferati

martedì 2 giugno - Bologna - ore 18
Incontro con Gherardo Colombo sui valori della Costituzione Italiana
In occasione dell’uscita del suo libro "Sei stato tu?" (Salani)
Introduce Maria Giuseppina Muzzarelli, vice presidente della Regione Emilia-Romagna
Librerie.coop Ambasciatori - via Orefici, 19
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Vignetta di gavaveneziaNessuno oggi è in grado di dire se il governo di Silvio Berlusconi riuscirà a sopravvivere al Noemi-Gate. Le centinaia di foto, scattate dal fotoreporter sardo Antonello Zappadu a villa La Certosa e offerte a una serie di giornali italiani e esteri per la cifra record di un milione e mezzo di euro, rappresentano una mina che potrebbe presto costringere il premier alle dimissioni. Accanto alle immagini che ritraggano il presidente del Consiglio mentre scende dagli aerei di Stato in compagnia del suo fidato menestrello Mariano Apicella, ve ne sono altre, spiegano gli inviati de "La Stampa" e del "Corriere della Sera", Guido Ruotolo e Fiorenza Sarzanini, che immortalano l'ultima festa di capodanno in cui era presente, con altre giovanissime, anche la pupilla di Berlusconi, Noemi Letizia. E soprattutto vi sono scatti che riguardano la vacanza trascorsa in Sardegna, nel maggio del 2008, dall'allora primo ministro ceco Mirek Topolanek. In molte di queste immagini compaiono decine di ragazze in costume da bagno o in topless.

Per impedirne la pubblicazione l'onorevole avvocato Niccolò Ghedini ha ottenuto il sequestro del materiale da parte della procura di Roma. Berlusconi, insomma, deve ringraziare gli odiati pm se le foto non sono ancora di pubblico dominio. Ma non è difficile prevedere che prima o poi, e con tutta probabilità all'estero, le immagini (digitali, e quindi facilmente duplicabili) finiranno sui giornali.

Il Cavaliere teme in particolare gli scatti che ritraggono le vacanze in villa dell'ex collega Topolanek. Se nella puritana opinione pubblica mondiale passa l'idea che i capi di Stato e di governo suoi ospiti partecipano a feste "piccanti" (per utilizzare un termine caro a Berlusconi), ben difficilmente in futuro le delegazioni degli Stati esteri vorranno continuare ad avere rapporti troppo ravvicinati con lui. Il premier rischia, insomma, di diventare una sorta di appestato internazionale da evitare a tutti i costi, magari già a partire dal prossimo G8.

Gli uomini del leader del Pdl comunque non se ne stanno con le mani in mano. Si stanno studiando contromosse ad elevato impatto mediatico. E in molti giornali ci si chiede chi ci sia dietro le ormai numerose soubrette, o presunte tali, che si fanno sempre più spesso vive con le redazioni offrendo rivelazioni in cambio di denaro. La sensazione è che in molti casi si tratti di polpette avvelenate. Qualcuno insomma starebbe cercando di costruire prove (false) per dimostrare che le notizie riguardanti Berlusconi vengono pagate. Evitare il trappolone è comunque semplice: i giornalisti devono solo ricordare che gli scoop non si comprano, ma si guadagnano consumando le suole delle scarpe.

L'harem di Berlusconi - L'inchiesta di Peter Gomez e Marco Lillo (da l'Espresso in edicola)
Jet privati, gioielli in regalo, gettone di presenza e shopping offerto. Così 50 ragazze sono state radunate per il Capodanno di Villa Certosa. Dove il Cavaliere le ha intrattenute tra politica, canti e balli...
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(Vignetta di gavavenezia)

Gli approfondimenti della rassegna stampa a cura di Ines Tabusso



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Signornò
da l'Espresso in edicola


A casa Berlusconi devono essere terrorizzati da Di Pietro. E’ bastato che toccasse il 15% in Abruzzo e collezionasse 1 milione di firme contro la legge Alfano, perché Il Giornale di famiglia scatenasse una campagna forsennata per gabellarlo come l’epicentro dell’inchiesta “Global Service” a Napoli. Peccato che, a parte un paio di sciagurate raccomandazioni tentate dal figlio Cristiano, l’ex pm sia del tutto estraneo all’indagine, che coinvolge invece gente del Pd e del Pdl. Dal 19 dicembre all’11 gennaio Il Giornale gli ha dedicato titoloni in 17 prime pagine su 21, mentre in Italia e nel mondo accadeva di tutto. Fior da fiore, fra i titoli più succulenti: “Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro”. “Gasparri: Di Pietro coniglio”. “Rivolta dei fan di Di Pietro”. “Di Pietro jr. si dimette, ora tocca a Tonino”. “Bondi: non vorrei mai mio figlio in politica”. “Di Pietro, il giallo dei rimborsi elettorali”. “Di Pietro nei guai vuol depistare e sforna referendum”. “La verità sulle case di Di Pietro”. Come se i presunti “intrallazzi” su rimborsi e immobili non fossero già stati archiviati dal Gip di Roma il 14 marzo 2008. Il Giornale anzi scrive il contrario: “La Procura decise di rinviare a giudizio anche la tesoriera di Idv, Silvana Mura”, più Di Pietro. Invece la Procura chiese di archiviarlo, mentre la Mura non fu nemmeno indagata.

In fatto di case, poi, gli editori di nome e di fatto dovrebbero suggerire al Giornale un pizzico di prudenza. Paolo Berlusconi confessò proprio a Di Pietro le stecche pagate alla Cariplo per rifilarle tre immobili Edilnord invenduti (alla fine fu ritenuto concusso). E sulle magioni di Silvio c’è materia per una Treccani. La villa di Arcore soffiata a prezzi stracciati a un’orfana minorenne, per giunta assistita da Previti. Il falso in bilancio amnistiato per i terreni di Macherio. Gli abusi edilizi a Villa Certosa, sanati dal condono varato dal padrone di casa. Eppoi questa campagna ne ricorda un’altra, sferrata nel 1995-’97 sempre dal Giornale, allora diretto da un maggiorenne, Vittorio Feltri. Di Pietro minacciava di entrare in politica con un partito tutto suo, dopo aver respinto le offerte di destra e sinistra. Il 23 dicembre ‘95 l’house organ sparò in prima pagina un’intervista al faccendiere craxiano latitante Maurizio Raggio: “Dal Messico gravi accuse a Di Pietro. Raggio: Pacini Battaglia diede una valigetta con 5 miliardi a Lucibello per Di Pietro”. E così per due anni: corrotto, concussore, venduto. Nel ’97, subissato di cause perse in partenza, Paolo Berlusconi risarcì l’ex pm con 400 milioni di lire. Feltri si scusò in prima pagina: “Caro Tonino, ti stimavo e non ho cambiato idea”. Nella 2 e nella 3, un lungo autodafè (“Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”) informava i lettori che “Di Pietro è immacolato”, la campagna del Giornale era una “bufala”, una “ciofeca”. E la nota “provvista” miliardaria? Mai esistita. Ma ormai l’immagine del simbolo di Mani Pulite era devastata. Infatti ora si replica.

Approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

Messaggio ai troll - il video di Roberto Corradi

L'Associazione Annaviva organizza una commemorazione in memoria di Jan Palach per lunedì 19 gennaio alle ore 18:30 con un presidio presso l'ex Consolato generale della Repubblica Ceca a Milano di via Morgagni, 20, a quaranta anni dal sacrificio del giovane dissidente in nome della Libertà e della Democrazia. La cittadinanza è invitata
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Fine dello psicodramma Alitalia (Le Monde, Francia - 13 gennaio 1009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info

Tutto va ben, madama la Marchesa - di Carlo Cornaglia
“Non partecipo al teatrino”,
dice spesso il birichino,
ma il caimano è un grande attore.
Dimostrando buon umore
  
dice che con i sodali
ha rapporti eccezionali,
sia con Fini che, “Chapeau!”,
molto ben si comportò...
Leggi tutto


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