.
Annunci online

abbonamento
340
commenti


Vignetta di Natangelo

Veronica Lario, la signora che Walter Veltroni avrebbe voluto candidare nel suo partito, il partito democratico, ha chiesto a suo marito, il dott. Silvio Berlusconi, reo di molti tradimenti, un assegno mensile di 3,5 milioni di euro al mese per le proprie spese di mantenimento, cibo, vestiario, gas, luce, ginnastica, ma non sigarette, visto che non fuma.

La cifra di tremilionicinquecentomila euro pari a sette miliardi di vecchie lire, pari a centodiciassettemila euro al giorno, cioe’ a dire duecento milioni di vecchie lire al giorno, sarebbe giudicata congrua dalla signora e dai suoi legali a risarcimento delle molte ferite (specialmente emotive) subite in venticinque anni di relazione amorosa, e diciannove anni di matrimonio civile. Si chiama divorzio con addebito.

Il quale addebito – vista la consistenza dell’addebito – era di sicuro parte del piano di Veltroni. Che in un colpo solo, ecco l’astuzia, avrebbe incamerato non solo gli occhi lucenti di Veronica, ma pure il suo stellare adebbito, cioe’ nel suo caso: accredito. Per il bene del partito, si capisce.
(Vignetta di Natangelo)

Commento del giorno
di Erica -   lasciato il 25/11/2009 alle 18:0 nel post White Christmas, Natale di razza bianca
Propongo il "Clean Christmas: caccia all'evasore. Denuncia i clandestini del fisco, quelli che gli irregolari li fanno lavorare a nero, come schiavi".
Scommetto che tanti si sentirebbero dall'altra parte e inizierebbero a parlare di caccia alle streghe e giustizialismo. La solita ipocrisia vigliacca.


210
commenti



Vignetta di Bandanax

Vanity Fair, 18 novembre 2009


Alla fine è sempre il letto, anche nella sua versione simbolica, lo psico termometro di Silvio Berlusconi. Specialmente adesso che misteriose ragioni di sicurezza gliene assegnano uno nuovo, quello molto protetto (e detestato) di Palazzo Chigi, negandogli la libertà di accomodarsi, giocare e sognare sul famoso lettone di Putin, celebrato in innumerevoli resoconti, che arreda sia la principale camera di Palazzo Grazioli, che i miraggi del suo elettorato.

Come se fosse un destino, altre spie rosse si sono accese lungo il perimetro del suo specchio emotivo. Veronica, prima di tutto, che ha iniziato la sua guerra in tribunale, i suoi tre figli contro gli altri due, l’intero patrimonio in palio, 7 miliardi di euro, forse di più. Senza contare il costo catastrofico dello spettacolo offerto alle gazzette della Nazione come nemesi esemplare del feuilleton “Una storia italiana”. Poi la diaspora di Gianfranco Fini, sempre più insofferente alla monarchia arcoriana. Poi la crisi economica che rema contro ogni lodevole ottimismo e finta ripresa. Il conflitto sociale che cresce, come fa la febbre di questi tempi, la disoccupazione e l’insofferenza dei terremotati abruzzesi. Poi i processi per corruzione che non si riescono a fermare nonostante il lavoro insonne di avvocati e ministri. Le pessime notizie che arrivano dal tribunale di Palermo dove torna sotto processo (d’Appello) il suo braccio destro Marcello Dell’Utri, accusato di fiancheggiare la mafia, dopo la prima condanna a 9 anni. E se non bastasse: la nuova emergenza rifiuti in Sicilia e a Napoli. Una lunga notte lo attende. E nessuno, nel nuovo Palazzo, che abbia voglia di rimboccargli i sogni.

Segnalazioni


Questa sera Peter Gomez sarà ospite di "Exit" - La7 ore 21,10
Bruno Tinti ha registrato un contributo che verrà mandato in onda durante la trasmissione


Legittimo impedimento - di Carlo Cornaglia
Si ripete un copione vecchio assai,
già visto e sopportato nel passato:
andare ai suoi processi non può mai
poiché ha troppo da fare l’imputato.

Son legittimi ed istituzionali
gli impegni denunciati da Ghedini
e come gocce d’acqua sono eguali
a quelli che ascoltò la Boccassini...
Leggi tutto

Commento del giorno
di lina musso -  lasciato il 17/11/2009 alle 23:44 nel post Il ritorno de "L'odore dei soldi"
quasi quasi ne rubo qualche copia per lasciarle sulle panchine ;);););)

 


421
commenti




(Vignetta di Natangelo)

Guarda i video della notte bianca anti-bavaglio su youtube

           
           
       


428
commenti



Siamo tutti sotto choc. Le prenotazioni per abbonarsi al nostro nuovo giornale hanno infranto il muro delle 10 mila. Stamane, per l’esattezza, erano 10.877 e crescono al ritmo tumultuoso di 2 mila al giorno, nonostante le giornate festive del lungo ponte del 2 giugno. Non abbiamo parole per ringraziare tutti gli amici che ci stanno sostenendo.
Entro la prossima settimana contiamo di avere pronto, su questo blog, l’AnteFatto con i primi articoli della redazione che sta nascendo e, soprattutto, con le tariffe super-scontate per chi continuerà ad abbonarsi entro la fine di luglio, cioè “sulla fiducia”, condividendo con noi il rischio in questa fase iniziale, difficile ma appassionante.
Continuate a prenotarvi inviando una mail a dettofatto@ilfatto.info e avrete prestissimo le informazioni necessarie ad assicurarvi l’abbonamento-offerta con bollettino postale, o con carta di credito o con bonifico bancario. Grazie di cuore.
m.t.

 
Immagine di Roberto Corradi

Zorro

l'Unità, 3 giugno 2009


Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Ma soprattutto i dipendenti. E Al Tappone ha un gran bisogno. I tg Mediaset e Rai hanno il compito di nascondere le notizie sgradite (interviste di Veronica e a Gino Flaminio) e rilanciare quelle gradite (attacchi a Veronica e a Gino Flaminio). Il Giornale pubblica foto compromettenti (o spacciate per tali) di avversari del padrone, da Di Pietro a Sircana, e fabbrica panzane contro i pochi giornali che si permettono di non appartenere al padrone: Repubblica, Espresso, Oggi, Novella 2000.

Panorama controlla il mercato delle foto, pubblicando quelle autorizzate dal padrone (magari con trapianto pilifero al photoshop) e segnalando quelle pericolose all’on.avv. Ghedini per farle sequestrare dall’apposita Procura di Roma (in caso contrario, tale Mity Simonetto paga 20 mila euro per far sparire quelle della figlia del premier avvinta come l’edera a un giovanotto).

“Chi” pubblica foto private del padrone con la sua famiglia-modello, ma non quelle che smentirebbero l’idillio. “Libero”, foglio fiancheggiatore, s’incarica del lavoro più sporco, liberando gli house organ ufficiali dall’imbarazzo di grufolare tra le lenzuola della moglie del padrone. Bruno Vespa, rubrichista di Panorama, allestisce salottini per i monologhi del premier-editore. Emilio Fede, oltre a dirigere cotanto tg, raccoglie book fotografici che poi dimentica sul tavolo del Sultano, il quale provvede a contattare la merce femminile ivi ritratta. Dimenticavo: Al Tappone sgraffignò la Mondadori grazie a una sentenza comprata. Ora è chiaro perché non la restituisce.
(Immagine di Roberto Corradi)

Segnalazioni 

Corri bisonte corri è lo speciale di Annozero realizzato da Roberto Pozzan con la collaborazione di Monica Giandotti che andrà il onda giovedì 4 giugno alle 21 su Raidue.
Niente ospiti politici in studio anche se sono confermate le presenze fisse di Marco Travaglio, Vauro e Margherita Granbassi. Poi, spazio al racconto, fatto di immagini, musiche e testimonianze.

Il viaggio di Pozzan attraversa, dalla Sicilia al Frejus, le principali direttrici della penisola: quattro settimane di ripresa per mettere insieme un lungometraggio che mostra l'Italia dalla cabina di un tir. Le musiche originali sono di Andrea Guerra e Rocco Petruzzi, la fotografia di Vincenzo Campitello e Raoul Garzia, il montaggio di Andrea Mastronicola, la voce narrante di Roberto Pedicini.

Il premio per la libertà di stampa a Marco Travaglio
- Il réportage di Marco Bertelli
fonte: 19luglio1992.com

Vulpio vs Mastella attacchino abusivo - guarda il video di Carlo Vulpio

FATTI PROCESSARE, BUFFONE!
Alzare la testa è un dovere!
Di fronte alle balle che diventano quotidiana violenza, agli abusi di un potere che si auto assolve nel delirio dei sondaggi e degli annunci, abbiamo tutti il dovere di reagire. In difesa della nostra stessa dignità, prima che sia troppo tardi...
GUARDA IL VIDEO


262
commenti



Vignetta di NatangeloPiacerebbe sapere se le festicciole della scorsa estate a Villa La Certosa con le bimbe in topless e i gonzi in fila, tipo trenino, a ammirare i cactus in fiore e il Topolonek sull’attenti e poi le risate sotto le docce e i gavettoni a casa del premier “decisore europeo” erano prima (durante) o dopo quella memorabile serie di servizi fotografici di lui mano nella mano con Veronica e figli e nuore dalle parti di Portofino. Anzi Paraggi. Con cena da Puni e discoteca Carillon “fino alle tre di notte”. Lui e lei, Veronica e Silvio, mentre i suoi rotocalchi strillavano “E’ di nuovo Luna di miele!,” “Pace fatta!”, “Lui le ha chiesto scusa, si amano!”, eccetera. E il Giornale del fratellino commentava in estasi le foto organizzate dagli sceneggiatori di casa Arcore: “piccoli scampoli di ordinario lusso e straordinaria felicità”. Era la fine di luglio del 2008, ricordate?

Perché sarebbe uno spasso scoprire adesso, confortando le date, che mentre il fido Signorini licenziava fiabe colorate per rattoppare il litigio post Carfagna, lui se la svignasse nottetempo dai radar familiari per andare a spassarsela in Sardegna e rientrasse come niente fosse, il giorno dopo, facendo il marito fedele (“te lo giuro sulla testa dei figli”). L’eterno marito italiano da commedia che alla prima occasione, mentre la moglie è distratta, strizza le labbra alla bionda che passa, butta l’occhio all’altro ombrellone, ride, alza la voce, gonfia il bicipite, e all’amico commendatore racconta particolari piccanti della sera prima, e quello zufola la sua piena ammirazione, uella, alla tua età, complimenti.

Perché infine si capirebbe come mai in quelle cento foto uscite lo scorso luglio sui rotocalchi del Regno lui avesse la faccia radiosa di chi sta perfezionando la stangata per i fessi in platea, mentre lei mai, neppure una volta riuscisse, in quelle stesse foto, a sorridere.
(Vignetta di Natangelo)


PRENOTA IL TUO ABBONAMENTO AL NUOVO GIORNALE

219
commenti



Vignetta di NatangeloLa tragicommedia di quest’uomo ridicolo, e al contempo pericoloso, che rischia di finire appeso non a un distributore di benzina, ma al suo pisello, è una formidabile cartina al tornasole per misurare la qualità degli uomini che hanno in mano la politica e l’informazione, cioè il Paese. Un paese dove nessuno fa più il suo mestiere. Un giornale, comicamente battezzato “Libero”, anziché fare le pulci al presidente del Consiglio, ne pubblica a puntate l’agiografia in apposite dispense da rilegare e intanto si dedica a demolire la povera Veronica, prima ritratta a seno nudo, poi sbattuta in prima pagina come fedifraga perché avrebbe “un compagno”. La lieve differenza è che il premier è un personaggio pubblico, mentre Veronica no, dunque ciò che fa lei è affar suo, mentre ciò che fa lui è affar nostro. Il fatto che la fonte dello “scoop” su Veronica sia l’onorevole Santanchè, appena rientrata all’ovile del Pdl dopo una stagione di sguaiate polemiche (“Silvio concepisce la donna solo in posizione orizzontale”, “io non gliela darei mai” e così via), aggiunge un tocco di eleganza e di disinteresse al tutto.

Altri giornalisti, Belpietro e Amadori di Panorama, entrano in contatto con un fotografo che offre foto del premier e della sua corte di nani e ballerine a Villa Certosa: essendo dipendenti del premier, i due non si limitano a scegliere se acquistarle o rifiutarle, ma optano per una terza soluzione: denunciano il fotoreporter all’avvocato Ghedini, che è anche parlamentare. E, siccome in quelle foto “non c’è nulla da nascondere”, Ghedini chiede alla Procura di Roma e al Garante della privacy di bloccarne la pubblicazione. Anche perché, oltre alle scenette lesbo di alcune squisite ospiti, ci sono pure le immagini del premier ceco Topolanek (non è un nome d’arte, si chiama proprio così) nudo come un verme tra cotante femmine: immagini che potrebbero sconsigliare altri capi di Stato e di governo dal frequentare ancora la dimora berlusconica. Ma, a questo punto, il meglio lo dà la Procura di Roma, che di sabato mattina, non avendo di meglio da fare (giustizia a orologeria?), incrimina il fotografo à la carte, lo fa perquisire, gli fa sequestrare tutto ciò che ha nei computer, con accuse che vanno dalla violazione dalla privacy (tutta da dimostrare, visto che le foto nessuno le ha viste) alla tentata truffa ai danni di Belpietro (come se trattare con un giornale per vendere foto fosse una truffa; e poi, dov’è la denuncia di Belpietro?).

Naturalmente Roma non è competente su fatti avvenuti a Olbia, sotto la giurisdizione della Procura di Tempio Pausania. Che però ha già chiesto l’archiviazione per lo stesso fotografo su fatti analoghi: le foto del festino a Villa Certosa di due anni fa, pubblicate da “Oggi”. Dunque, se si occupasse anche di questo caso, deciderebbe allo stesso modo. Un solo fatto, in questa tragicommedia, sarebbe competenza di Roma: l’uso di aerei di Stato per aviotrasportare Apicella, orchestrali e ballerine di flamenco dalla Capitale a Villa Certosa. Si chiamerebbe peculato, la prova è nelle foto sequestrate, ma non risultano indagini in tal senso. Ecco: alla fine della fiera, il delinquente è il fotografo.
(Vignetta di Natangelo)

PRENOTA IL TUO ABBONAMENTO AL NUOVO GIORNALE

Segnalazioni


Foto sequestrate. D'Amati: violato l'interesse pubblico. Intervenga il Parlamento di Ottavio Olita (Articolo21.info)


Travaglio: "Verità o menzogna. Categorie irrinunciabili o moraliste?" - L'intervento di Marco Travaglio alla conferenza organizzata da MicroMega alla Fiera del Libro di Torino il 16 maggio 2009

Appello dei gruppi riuniti di facebook per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi

I video di Qui Milano Libera - Incontro con Sergio Cofferati

martedì 2 giugno - Bologna - ore 18
Incontro con Gherardo Colombo sui valori della Costituzione Italiana
In occasione dell’uscita del suo libro "Sei stato tu?" (Salani)
Introduce Maria Giuseppina Muzzarelli, vice presidente della Regione Emilia-Romagna
Librerie.coop Ambasciatori - via Orefici, 19
Scarica l'invito



406
commenti


Immagine di Roberto CorradiMa poi i più commoventi sono quei commentatori di carta stampata che già da 48 ore (appena suonata la sveglia) si affannano a dire che il divorzio tra Silvio e Veronica è un fatto privato, privatissimo, che pretende il silenzio, per buon gusto, riservatezza, persino tornaconto politico (“guai se l’opposizione cadesse nel gorgo”) e naturalmente stile.
Silenzio. Non si fruga tra le lenzuola. Né tra i diari delle minorenni, dio le perdoni, eventualmente coinvolte per puro amore filiale.

Non c’è nulla da insinuare. Le bimbe, in fin dei conti, sono limpide consolazioni nelle ore più cupe, o noiose, che seguono il calo dell’adrenalina e dei cardiotonici, tra un reperimento di dentiere a l’Aquila e una telefonata d’alto profilo con il premier turco Erdogan per spianare un intoppo planetario e poi vantarsene con altre pupe di settimanale ingaggio, tutte convocate al piano nobile di Palazzo Grazioli, dopo l’ora di cena, tra i divani fioriti a ascoltare barzellette, mimando festosi trenini, sulle note della celebre (e bellissima) Cristina Ravot, abbronzata anche lei, ma stavolta solo perché sassarese, che canta il suo hit “Tempo di rumba”, un crescendo di percussioni, aspettando l’annuncio dell’apertura delle buste (la uno, la due, la tre) con premi esclusivi per le ragazze, tipo farfalla con brillanti, o un corso di diplomazia portatile chez Franco Frattini, o un viaggio a Strasburgo su wagon lit per una vacanza al Parlamento, Commissione Etica, della durata di anni quattro, tutto spesato, tipo Grande Fratello.

Silenzio. Sono gli stessi commentatori che da quindici anni – neanche tanto pagati, a parte l’inchiostro e i sonni tranquilli - dicono che no, le televisioni al premier non servono (“ma che ingenuità”) come non serve l’accanimento dei processi (“ma che volgarità”) o i soldi (“maledetti invidiosi”) gli è d’avanzo il carisma, l’intuizione politica, la sintonia con il popolo. E’ quella a farlo lievitare nei sondaggi. E’ il suo sorriso a conquistare i banchieri e i costruttori, le partite Iva e gli operai, i falsificatori di bilanci e il Vaticano. E’ la sua prodigiosa simpatia che ci ha fatto tutti innamorare di lui al 75 per cento. Tranne Veronica, povera lei, privatizzata al cento per cento fino a ieri. E ora inspiegabilmente in fuga. Lasciatela andare, non impiccatevi, neanche quando dice: “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”, e poi: “Aiutatelo è una persona che non sta bene”. Silenzio, sono fatti loro. Anzi del Cavaliere. Il quale molto prima di questo dolore privato (“sono molto addolorato”) agli amici di gazzarra serale, insegnava che le donne (“ah, le donne!”) sono solo roba da uomini.
(immagine di Roberto Corradi)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso


Segnalazioni

Premio Ischia: le news dei blog le voti tu
Partecipa alla prima votazione on line per determinare il vincitore del riconoscimento speciale “Blog dell’anno”, assegnato a mezzo di votazione on-line, alla quale possono partecipare tutti gli utenti internet con il solo vincolo di un voto espresso per ogni singola persona.



Famiglia che viene, famiglia che va - di
Carlo Cornaglia
Quando al Manzoni Silvio la incontrò,
nella pièce Il magnifico cornuto
la Lario recitava. Lo trovò
nel camerino e in meno d’un minuto

sbocciò fra loro un vero, grande amore.
Il Cavaliere, perso il comprendonio,
dimostrò tali doti da amatore
da arrivar con tre figli al matrimonio...
Leggi tutto


sfoglia ottobre        dicembre
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.0471971874994779]>